una piscina a Palermo. notte
[14.02.2014]

una piscina a Palermo. notte

[14.02.2014]

Haute montagne

Haute montagne

Swiss essence

Swiss essence

Horizon

Milano

Milano

Die Morgenland-


fahrt
[H. Hesse, 1982]

Die Morgenland-

fahrt

[H. Hesse, 1982]

Kleine Idylle.
02.02.2014

Kleine Idylle.

02.02.2014

scatti aerei [London Gatwick to Roma Fiumicino, July 2013]

Rotaie

24 maggio 2009

Le dita avvertono un fremito improvviso, pian piano si erano sciolte dalla stretta. Il braccio si rianima, l’occhio sbuca fuori dalla sua tana inconsapevole, mi sveglio. A dir la verità non mi ero neanche accorta di dormire, poi improvvisa premonizione - devo aver sognato di dormire e infine sentire una sveglia.

La giornata continua e mi riimmetto nella sua corsia dalla quale avevo preso una pausa. L’animale addomesticato mi comanda di uscire. Occhi appiccicaticci, una borsa col necessario e mi dirigo verso l’uscio. Per strada mi sento in pigiama, sballonzolata da una parte all’altra del marciapiede, sorretta da un guinzaglio che annusa. La meta arriva ben presto portando con sé zanzare e finta allegria. Domenica di maggio sinonimo di parco affollato e sudante, trasudante di carne che vive, massa, popolo. Mangianti dormienti copulanti urlanti. Impossibile osservarli come unità distinte.

Il sole ci schiaccia da sopra sempre più vicini all’asfalto-sabbia mobile, infine la salvezza sta nel verde. Prato dipinto di verde pennarello con sopra tante figurine di cartone odoroso. Voci di infanti cresciuti dentro a una scatola televisiva eccheggiano per tutto il parco, lo spettacolo è ovunque e nessuno se ne può sottrarre. Il mio rifugio non c’è, lo troverò da altre parti.

Continua il tragitto dentro alle mie rotaie. Prossima fermata, rifornimento alimentare. Strada invariata e percorsa con neve, afa, pioggia e malumore; o ancora con tarli che percorrono la mia testa come pensieri pungenti, con una nuvola di ovatta che mi costringe a non notare niente intorno a me, o semplicemente con qualche sasso addosso che mi fa trascinare a fatica il peso di me stessa. Ronzio freddo della cella frigorifera e tante scatole. Ora mi devo concentrare. Gesti naturali per scelte automatizzate, ormai è sempre la stessa cosa. Alla cassa la mia immagine riflessa nello specchio mi guarda timidamente, cerca di scorgere la mia espressione e di decifrarla da fuori. Ma adesso non c’è più tempo per gli occhi, le mani sono già pronte ad ammassare l’ammasso inplasticando rapidamente. La via di casa non permette altre emozioni rispetto a quelle di sempre. Torno sui miei passi con del peso in più da mostrare al mondo; chissà se l’ho deciso io di colorare le mie rotaie affinchè si vedano, affinchè spicchino in mezzo a tutto il resto. Chissà se sono veramente visibili agli altri o solo a me stessa. E non so se poi qualcosa mi farà deragliare. 

fotogrammi di Roma

in fondo sono sempre io 
[otto anni come venticinque, fa lo stesso]

in fondo sono sempre io 

[otto anni come venticinque, fa lo stesso]

mediterraneo.
[Anzio, July 2013]

mediterraneo.

[Anzio, July 2013]

mare nostrum